Relazione del convegno RICONOSCIMENTO E VALORIZZAZIONE DEL CAREGIVER

Documentazione
Introduzione. Elisabetta Gualmini, Vice Presidente Regione Emilia-Romagna
Moderatore Loredana Ligabue
Grazie alla Vice Presidente Gualmini per l’impegno e la determinazione politica ed amministrativa che ha espresso nel portare a termine un percorso annunciato lo scorso anno e che ha dato, come oggi dimostrano i fatti, risultati importanti, quali le Linee Guida e la possibilità per la nostra regione di entrare in campo, mettersi in azione concreta e diffusa, a sostegno dei caregiver famigliari.
Introduzione. Kiriakoula Licia Petropulacos, Direzione generale Sanità e Politiche Sociali e per l’integrazione Regione Emilia-Romagna
Moderatore Loredana Ligabue
Grazie per avere sostenuto lavoro di comunità, la integrazione tra istituzioni, associazioni, terzo settore . Il cammino compiuto nelle diverse edizioni delle giornate del Caregiver Day ha consentito di costruire conoscenza, consapevolezza e diffusione di pratiche sul dare cura. Saremo ulteriormente presenti ed impegnati nel portare a confronto ed a discussione i risultati e le implementazioni poste in essere nel percorso di attuazione della Legge. Diamo ora inizio alle relazioni.
Il “fardello del caregiver” Lalla Golfarelli, Presidente CARER, Associazione Caregiver Emilia-Romagna
Moderatore Loredana Ligabue
Grazie per aver riportato il quadro del lavoro fatto, del lavoro in corso e dei traguardi che ci proponiamo di raggiungere. Ora entriamo nel dettaglio delle Linee Attuative dando la parola ad Dott.Brambilla.
Le linee guida per l’attuazione della L.R. 2/14 su riconoscimento e valorizzazione del caregiver familiare Antonio Brambilla, Servizio Assistenza Territoriale Regione Emilia-Romagna
Moderatore Loredana Ligabue
Dopo questa articolata, approfondita relazione del Dr. Brambilla passiamo alla seconda parte dell’incontro e cominciamo a parlare di esperienze inseribili all’interno di queste Linee attuative. Esperienze come quelle fatte dall’azienda USL di Bologna in partenariato con il Comune di Bologna sulle dimissioni protette, esperienze che iniziano a germogliare in territori diversi, come ad esempio in Calabria, altre che vengono dal mondo delle associazioni e della sussidiarietà, quali A.L.I.C, ANT, e l’Associazione De Banfield. Iniziamo ora con l’esperienza dell’Unione Terre d’Argine realizzata con il supporto tecnico della Cooperativa sociale Anziani e non solo .
L’empowerment del caregiver attraverso la formazione, l’inclusione sociale, la rappresentanza Alberto Bellelli, Assessore Servizi Sociali e Sanitari Unione Terre d’Argine
Moderatore Loredana Ligabue
Grazie per questo intervento e per la passione che sempre esprime Bellelli – Sindaco di Carpi e Assessore alle politiche sociali dell’Unione Terre d’Argine- nel narrare il percorso compiuto. E’ un percorso anche di numeri importanti: oltre 600 Assistenti Famigliari, 520 caregiver famigliari formati nelle Terre d’Argine, un accesso di bassa soglia e continua a servizi di informazione, formazione, ai gruppi di auto-mutuo aiuto, ricerca e selezione di figure di supporto al lavoro di cura. Passiamo ora ad un punto specifico, ma assolutamente rilevante e critico per chi si occupa di un proprio caro che vive un’esperienza complessa e difficile : le dimissioni protette..
Dimissioni protette e continuità assistenziale: un approccio integrato per una rete di cura a sostegno della domiciliarità. Maria Grazia Bertagni, Azienda USL Distretto di Committenza e Garanzia della Città di Bologna, Unità Attività Socio Sanitarie, responsabile Funzioni Tutela Non Autosufficienza. Massimo Zucchini, Comune di Bologna, Area Benessere di Comunità, Responsabile UO Fragilità, Non Autosufficienza, Disabilità.
Moderatore Loredana Ligabue
E’ stata appena presentata un’importante buona pratica che risponde ad un bisogno prioritario per le famiglie. In questa direzione ricordiamo quanto espresso nei nuovi LEA e, in termini di Piano di Cura e coinvolgimento del caregiver, nel Piano Nazionale Cronicità. L’obiettivo è dare radici forti a questa esperienza Emilia-Romagna all’interno di un sistema nazionale di diritti dei caregiver. Passiamo ora dall’Emilia-Romagna Romagna alla Calabria.
Caregiving e alleanza di cura in un contesto di undertreatment e assistenzialismo Maurizio Rocca, Direttore Distretto sociosanitario ASP Catanzaro
Moderatore Loredana Ligabue
Il Dr. Rocca ci ha mostrato che la passione, la voglia di fare e la conoscenza della propria comunità possono fare miracoli . Altro intervento che si sta facendo a Catanzaro Lido , in collaborazione con il Centro Disturbi Cognitivi, è un lavoro sperimentale di supporto relazionale e sostegno cognitivo personalizzato a domicilio. Ma ora torniamo in Emilia-Romagna con il racconto dell’esperienza di A.L.I.Ce Bologna.
Punto di ascolto ed accoglienza: l’esperienza di A.L.I.Ce Marina Farinelli, Presidente A.L.I.Ce Bologna
Moderatore Loredana Ligabue
Grazie ad A.L.I.Ce per la sua testimonianza. Sono tante le associazioni di patologia disseminate sui nostri territori e presenti nel contesto italiano. E’ importante che l’associazionismo di patologia entri in stretto raccordo con un sistema più complessivo di intervento dei servizi e del terzo settore. Da qui nasce anche il lavoro che come CARER abbiamo iniziato a fare, e speriamo di poter fare sempre di più e sempre meglio: essere un luogo e momento di incontro per i caregiver famigliari e le associazioni di patologia, per tener conto delle specificità e, rispetto a queste, cercare comuni denominatori attraverso cui dare –di concerto e in sinergia-supporto e sostegno ai caregiver famigliari. Dalle associazioni di patologia passiamo ora ad un altro tipo di esperienza: quella di ANT.
Sostegno domiciliare al caregiving: l’esperienza di ANT Beatrice Bonarelli, Psicologa – ANT Bologna
Moderatore Loredana Ligabue
Grazie Dr.ssa Bonarelli per averci presentato il lavoro di ANT che i numeri e la durata del servizio dimostrano essere una risposta importante a bisogni del territorio e della comunità. Ora andiamo in Friuli Venezia Giulia con l’esperienza dell’Associazione De Banfield. Ciò che ci preme è mostrare come queste esperienze siano tasselli chiave all’interno di una cornice normativa di riferimento. In un ottica di integrazione con i servizi del territorio -attraverso azioni concrete- ed in una logica di ascolto, empatia e condivisione può nascere davvero una capacità capillare di dare risposte e sostegno ai caregiver.
Dal prestito degli ausili a casa Viola: un esempio di sussidiarietà Giovanna Pacco, Associazione De Banfield
Moderatore Loredana Ligabue
I contributi odierni rappresentano un primo passo che valorizza le esperienze compiute emette altresì in evidenza l’importanza di svolgere un lavoro sinergico tra terzo settore ed istituzioni per dare reale diritto di cittadinanza e risposta ai bisogni dei familiari che assolvono responsabilità di cura. Il metodo utilizzato per la definizione delle Linee attuative ha dimostrato la forza, il valore di operare per una costruzione comune, con solide basi, in grado di definire un nuovo modello di welfare in grado di fare fronte alle sfide della società dell’invecchiamento :inclusivo, solidale, che agisce in un contesto comunitario responsabile e partecipe. Ci diamo appuntamento al prossimo caregiver day per raccontarci problemi e risultati raggiunti. Grazie a tutti.
Le riprese del convegno